Carlo scrive cose.

Autarchia!

Carissimi,

voglio raccontarvi una grande trasformazione: finalmente ho completato la transizione e abito in una casa gas-free!

Ma partiamo dall'inizio: lo scorso luglio un guasto devastante, che ancora oggi non so esattamente dove si sia verificato, mi lasciava con le cantine piene di gas, un impianto di riscaldamento e generazione di acqua calda inutilizzabile e il bombolone del GPL sconsolatamente vuoto (io vivo in mezzo ai boschi, il metano non arriva). La ricerca del guasto è andata avanti un po', ma non ha portato a risultati; ci stavamo accingendo a iniziare a scavare in giardino (delirio!) ma un'idea ci ha fulminato: e se avessimo provato ad eliminarlo del tutto, il gas?

Essendo estate, siamo andati avanti settimane cucinando su un fornello da campeggio e facendo la doccia con l'acqua scaldata con i pannelli solari termici installati vent'anni fa, santi subito.

A quel punto era agosto, ed essendo Carla e io più del partito della cicala che di quello della formica, siamo saliti sulla nostra furgona e siamo partiti per una lunga vacanza itinerante che ci ha portati fino alle isole Faroe, ma questa è un'altra storia. Ogni decisione è stata rimandata al nostro ritorno, quando sicuramente, riposati e rilassati, avremmo preso le decisioni migliori...

Tornati a metà settembre, abbiamo contattato il nostro installatore di fiducia (persona deliziosa) e iniziato a progettare e dimensionare il nuovo impianto: prima abbiamo pensato ad una caldaia a pellet, ma poi abbiamo capito quello che volevamo davvero: essere energeticamente autosufficienti, e quindi passare ad un impianto con pannelli fotovoltaici, inverter, batterie di accumulo, pompa di calore, collegandoli all'accumulo di acqua calda e ai pannelli solari termici già in nostro possesso.

Nel frattempo abbiamo fatto fare una valutazione energetica della casa (600 soldi, maledetto ingegnere!), indispensabile per accedere ad eventuali e sperabili contributi pubblici, e mi sono installato un piano cottura a induzione (250 soldi), divertendomi un sacco a devastare la nostra cucina in muratura con un martello demolitore, in quanto essendo stata ristrutturata nel 1994 aveva iil buco dell'incasso non compatibile con le dimensioni dei moderni elettrodomestici. Una nota: cucinare con l'induzione è fantastico, per uno come me che ama le lunghe cotture; peccato che due terzi delle mie pentole non funzionassero più, ma mi sono comprato tre pentole nuove della famosa marca svedese di mobili per meno di 100 soldi e via. Certo un assorbimento di 1-2 kW non è proprio pochissimo, e ho aumentato la potenza al contatore da 3 a 6 kW.

Alla fine l'impianto progettato prevedeva:

  • 6.5 kW di pannelli solari;
  • inverter + 10 kWh di batterie di accumulo:
  • pompa di calore da 12 kW monofase
  • integrazione con accumulo ACS e pannelli solari termici preesistenti

Naturalmentetutto ciò non veniva via gratis, ma cubava la bellezza di 40000 soldi, comprensivi di installazione, test, avviamento, burocrazia mista, scimmie e banane. Secondo voi ce li avevamo? Naaaaaaaaa, quindi 25000 soldi chiesti in prestito alla banca a tasso di usura (che siano stramaledetti) e 15000 soldi recuperati vendendo un garage, ultimo immobile rimasto a Carla in quel di Aosta. Finiremo di pagare tra mille anni, circa.

Intanto era arrivato novembre, le giornate erano corte, e la casa era... diciamo fresca: di giorno ce la cavavamo con una stufa a pellet, una a legna e un camino ventilato, ma la stufa ed il camino se non c'è nessuno a casa o la notte non stanno accesi, e quindi ci si svegliava al mattino con quei frizzanti 8-10 gradi, per mantenerci giovani. I pannelli solari termici non ce la facevano più da soli a scaldare l'acqua e quindi prima doccia solo con il bel tempo (tiepida) e poi dai parenti o dagli amici. Carla e io siamo sempre stati di poche pretese, sotto questo punto di vista, anni di viaggi spartani e vita all'aria aperta ci hanno forgiati.

Ma l'installazione procedeva, e intorno al 20 dicembre la pompa di calore (si chiama Salvatore, il pompo di calore) era installata e avevamo di nuovo riscaldamento ed acqua calda. Meraviglioso, ma la pompa si ciuccia 3-4 kW sola soletta, di picco, quindi diventava urgente finire l'impianto solare. E naturalmente ci sono cascate sul groppone le vacanze di Natale, e un periodo di pioggia e neve come non si vedeva da anni...

Siamo arrivati finalmente ad oggi: una settimana fa hanno finito di installare pannelli, inverter e batterie, e tutto l'impianto funziona meravigliosamente. Siamo ancora in pieno inverno (stamattina i prati davanti a casa erano tutti imbiancati) e quindi un po' di energia ancora la prendiamo dalla rete, ma davvero poca cosa rispetto a prima; tra qualche mese vi aggiornerò conti alla mano!

Cosa manca ancora? Due cose: finire le pratiche per immettere energia elettrica in rete (quando abbiamo le batterie cariche tutta l'energia prodotta dai pannelli va sprecata, e mi dispiace), e sperare che ci accettino le pratiche per il Conto Termico 3.0, recuperando di un po' di soldini dell'investimento (incrociando le dita, fino al 60%). Anche su questo vi aggiornerò prossimamente.

Intanto, passo il tempo a guardare l'app di monitoraggio della produzione di energia dell'impianto, sul telefono...

Grazie per essere arrivati fin qui, e a presto!

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