Carlo scrive cose.

Polymarket?

Disclaimer: questo post contiene opinioni ideologiche, grezze, mal espresse e non particolarmente originali. Sapevatelo.

Carissimi,

l'altra sera ni sono imbattuto nella notizia che Polymarket era sponsor della Lazio, nel senso che i giocatori avranno il logo sulla maglia; avevo già sentito parlare della piattaforma come se fosse una specie di oracolo da svariati giornaloni (il Financial Times o il il New York Times, mica L'eco del Canavese) per commentare le probabilità di vittoria di questo o quel candidato alle elezioni americane. "Secondo Polymarket, Harris ha il 38% di possibilità…" eccetera eccetera.

Così mi sono messo lì e ho fatto qualche ricerca... lo sapete che sono tignoso.

Polymarket, per chi non lo sapesse, è un sito di scommesse. Niente di più, niente di meno. Solo che non lo chiamano così, preferiscono un roboante Prediction Market Platform, e parlano di mercati, di posizioni, di liquidità, di trading. Il vocabolario è quello di Bloomberg, l'interfaccia grafica ricorda un exchange finanziario con i suoi grafici e i suoi volumi, e il messaggio che passa è: non state scommettendo, state contribuendo alla produzione collettiva di conoscenza. Belle parole.

E invece.

Quello che fate, concretamente, è mettere dei soldi su un evento futuro incerto sperando di indovinarne l'esito, e di conseguenza infilarvi in tasca qualche soldino. Esattamente come al Totocalcio buonanima, solo con un vestito più elegante e un fondamento teorico preso in prestito dall'economia accademica, la cosiddetta wisdom of crowds, la saggezza delle folle. Che forse ha una sua dignità intellettuale, per carità, ma non cambia la sostanza.

Aggiungeteci che la piattaforma:

  • Funziona esclusivamente in criptovaluta (USDC, uno stablecoin ancorato al dollaro);
  • Gira su blockchain, il che la rende intrinsecamente opaca e tecnicamente difficile da regolamentare;
  • È stata multata dalla CFTC negli USA per 1,4 milioni di soldi nel 2022 per aver operato senza le dovute licenze ed è di conseguenza stata vietata negli USA fino a novembre 2025, quando è riuscita ad ottenere tutte le licenze dalla stessa CFCT (anche se tutti la usavano anche prima, con una qualunque vpn da quattro soldi).
  • È liberamente accessibile in Italia: non è stata autorizzata dall'ADM, che anzi l'ha inserita in blacklist a ottobre 2025 e rimossa dalla stessa lista a dicembre 2025, in attesa che il TAR si pronunci, il che la pone in una zona legalmente grigia per essere gentili.

La cosa che mi turba di più, comunque, non è tanto l'esistenza di un altro sito di scommesse (purtroppo ne esistono tanti e sono legali), ma è il framing, Il lavoro certosino fatto di vocabolario, posizionamento sui motori di ricerca, UI/UX, pubblicità, rapporti con i media, perfettamente studiato per far sembrare questa roba qualcosa di sofisticato, quasi scientifico, degno di essere citato dal Financial Times come indicatore affidabile.

È lo stesso meccanismo delle criptovalute in generale, che seguo da anni con una miscela di fascinazione e orrore: prendete qualcosa di fondamentalmente speculativo, avvolgetelo in un linguaggio tecnico abbastanza denso da scoraggiare le domande, aggiungete un pizzico di ideologia libertaria (via le banche, via gli stati, via i controlli), e il gioco è fatto. La gente smette di chiedersi se ha senso e comincia a chiedersi come partecipare.

Il tutto fa abbastanza schifo. E vogliamo citare il fatto che Donald Trump Jr. siede nell'advisory board? Mi immagino la scena: "Ciao papà, tutto bene? Senti, ma allora la settimana prossima fai rapire Maduro? Ok, ma quando esattamente, che faccio piazzare un po' di scommesse su polymarket dagli amici...".

Io personalmente rimango fedele all'assunto che mi ha sempre guidato: Fare soldi con i soldi, senza dare nulla in cambio alla società, è immorale e dovrebbe essere vietato.

Vi lascio qualche fonte, da cui partire se siete curiosi:

A presto, Carlo.

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