Sfrucugliando tra i settings della piattaforma che ospita questo blog mi sono imbattuto nella sezione Webring, ed è stata un'epifania.
Vi vedo che fate la faccia da cocker perplesso, e quindi vi darò un piccolo aiuto.
Il concetto di Webring evoca l'epoca d'oro del web amatoriale degli anni '90. Io c'ero, il mio primo sito web (1995) girava a sbafo su una workstation SUN del laboratorio di Ergonomia Cognitiva dell'università di Torino, con un porting taroccato di httpd. Ma un Webring oggi a parer mio può assumere un nuovo significato come atto di resistenza digitale.
Cos'è un Webring?
Un Webring è una collezione di siti web accomunati da un tema comune o da un senso di appartenenza a una comunità in senso lato. Tecnicamente, ogni sito partecipante ospita una piccola barra di navigazione che permette ai visitatori di muoversi tra i siti del ring tramite link Precedente, Successivo e spesso Casuale. Se non vi fidate di me, questa è la definizione di Wikipedia.
Immaginatelo come un elenco circolare: non c'è un punto di inizio o di fine, ma un percorso continuo che collega spazi indipendenti, idealmente gestiti da persone reali, sotto forma di un blog, un portfolio, una pagina personale, cose così. Ogni riga di questo elenco rappresenta una persona, e può dare accesso a infiniti nuovi percorsi.
I vantaggi per un web più umano
In un'epoca dominata da feed infiniti e algoritmi che premiano il coinvolgimento forzato, i Webring offrono un'alternativa radicale basata sulla curatela umana. Inoltre i Webring hanno come funzione principale quella di portare il visitatore altrove, agli antipodi del funzionamento dei siti web che visitiamo tutti i giorni, che usano ogni mezzo per trattenere i visitatori e massimizzare click e interazioni. La trovo una cosa altruista e bellissima.
Riassumiamo i vantaggi dei Webring:
- Autonomia e decentramento: a differenza dei social media generalisti, dove la piattaforma possiede il tuo spazio e i tuoi dati, in un Webring ogni nodo è un sito indipendente. Se l'anello si scioglie, il tuo sito esiste ancora.
- Curatela contro algoritmi: l'appartenenza a un anello è decisa da esseri umani, non da codici esoterici. Questo garantisce che i contenuti siano rilevanti e genuini, non ottimizzati esclusivamente per la SEO o per diventare virali.
- Incentivare la scoperta: invece di mostrarti ciò che l'algoritmo "pensa" che ti piaccia, il Webring ti espone a voci diverse e nicchie inaspettate, favorendo una navigazione esplorativa e meno prevedibile.
- Senso di comunità: far parte di un anello crea un legame tangibile tra creatori. Non sei un profilo in un database filtrato in base a categorie o tag, ma un vicino di casa in un quartiere digitale scelto e accettato consapevolmente dai tuoi vicini.
Per come la vedo io, i Webring possono offrire uno strumento semplice, quasi banale, per trovare spiriti e contenuti affini senza usare un motore di ricerca, e possono rappresentare un "mattone" di quell'artigianato digitale che è così importante per permetterci di riappropriarci del web.
Facciamone uno!
Dal provare nostalgia per i bei tempi del web umano a pensare di entrare con il mio nuovo blog in un Webring esistente il passo è stato breve, ma... Per ora non ne ho trovati.
Quindi l'ideona: perchè non farsene uno tagliato e cucito su misura? Di cosa abbiamo bisogno per costruire un Webring?
Innanzitutto di un elenco di caratteristiche che rappresentino il denominatore comune per i siti (o persone?) che faranno parte del Webring, che io vedrei distinto in due colonne, VALORI e INTERESSI; proviamo a fare un esempio:
Valori
- antifascismo
- rispetto dei diritti delle persone
- no omofobia / transfobia
- ...
Interessi
- politica
- viaggi
- tecnologia sostenibile
- cambiamento climatico
- DIY
- cucina
- ...
Poi abbiamo bisogno di regole per farlo funzionare. Regole che normino tutti gli aspetti del funzionamento del Webring:
- come entrare a far parte del ring
- come gestire il normale funzionamento del ring
- come emendare il set di regole
Ad esempio la primissima regola potrebbe essere "Può entrere nel ring chi si riconosce in TUTTI i valori e in almeno un terzo degli INTERESSI". La butto lì, eh!
Infine abbiamo bisogno di technicality. Non sarebbe neppure troppo complesso costruire una piattaforma di gestione che esponga opportune API, ma rimarrei sul semplice, e mi accontenterei per iniziare di un documento condiviso che riporti l'elenco dei siti che fanno parte del webring e un pezzettino di banale html (stilizzabile a piacere e da inserire in tutti i siti che fanno parte del Webring) che riporti:
- il nome del Webring
- un link ad una pagina che illustri in generale i valori e gli interessi che gli appartenenti al webring condividono
- un link al sito precedente
- un link al sito successivo
Tutto qua.
Adesso mi servono almeno un paio di blogger che condividano la mia visione (sai che roba...) e abbiamo voglia di lavorare con me per stendere le liste di valori ed interessi da mettere a fattor comune e un set di regole base, poi il resto verrà da sè.
Che ne dite? È un'idea peregrina o ha il suo perchè? Visto che siete arrivati a leggere fino a qui, ancora un piccolo sforzo, e lasciate un commento!
A presto, Carlo.
La trovo una buona idea, parteciperei anche volentieri, ma il mio blog è da un paio d'anni che agonizza per mancanza di cose da dire...
Eh è un po' il problema di tutti, ma rimaniamo in contatto, dai!